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Storia della scuola

CENNI STORICI DEL TERRITORIO


Dai numerosi ritrovamenti archeologici, sappiamo che il nostro territorio è stato abitato fin dalla preistoria, ma certamente i reperti più interessanti sono legati al nome dell’eroe virgiliano Enea che, secondo la leggenda, sbarcò lungo la costa laziale dopo l’avventuroso viaggio che seguì la sua fuga da Troia in fiamme. Nei pressi di Pratica di Mare si possono ammirare i resti dei grandi edifici che ornavano Lavinium che fu per molto tempo uno dei luoghi considerati sacri dai Romani. L’abbandono progressivo dei campi, seguito alla crisi dell’Impero Romano, favorì, nella zona circostante Lavinium (Agro Romano), la formazione del latifondo e, di conseguenza, un impoverimento dei terreni coltivati; iniziarono perciò a formarsi ampie zone paludose e malsane, destinate a rimanere così per molti secoli. Il territorio, entrato a far parte dello Stato Pontificio, divenne, di fatto, proprietà delle grandi famiglie nobili romane, che poco o nulla fecero per migliorarne la salubrità.  I primi programmi di bonifica risalgono al 1878 e al 1883 ma ebbero scarso successo. Agli inizi del ‘900, Pratica di Mare era ancora uno dei luoghi dell’Agro Romano dove era più forte la presenza della malaria. La legge nazionale per la bonifica integrale, che riguardava alcune regioni italiane, tra le quali il Lazio, risale al 1928. Alle opere di bonifica vere e proprie ha fatto seguito il ripopolamento del territorio con la realizzazione di 4000 case coloniche e la costruzione di cinque nuove città: Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Pontinia, Aprilia e Pomezia. Le 4000 case coloniche, con i relativi poderi, vennero affidate a famiglie provenienti dall’Emilia Romagna, dal Trentino e dal Veneto. I poderi erano a mezzadria ma in seguito, a prezzo di enormi sacrifici, fu possibile riscattarli ed i coloni divennero i proprietari. Nel corso degli anni, Pomezia ed il suo territorio si sono trasformati da centro prevalentemente agricolo a “polo industriale”, con l’insediamento di numerosi stabilimenti che ne hanno modificato il paesaggio, l’economia e la struttura sociale. Anche il territorio che oggi comprende il bacino d’utenza del I.C.S Fabrizio De André è cambiato molto: inizialmente i centri abitati erano piccoli, le case erano poche e sparse nelle vaste zone di campagna; successivamente i centri abitati si sono ingranditi, molte abitazioni sono state ristrutturate, sono sorti numerosi stabilimenti e sono nati ampi complessi abitativi.

Popolazione scolastica
Il livello socio-economico e culturale delle famiglie risulta medio. La scuola e’ un importante centro di aggregazione socio culturale e stimolo per le famiglie svantaggiate, che rappresentano un discreto numero della popolazione scolastica. Nella popolazione studentesca dell’Istituto ci sono diversi alunni con disturbi dell’apprendimento e disabilita’ (alcuni certificati altri no) per i quali vengono stilati Piani di Studio Personalizzati, questi rappresentano un importante stimolo a progetti sull’inclusione e rispetto della diversità.  La presenza di alunni provenienti da famiglie non di origine italiana offre l’opportunità di scambi culturali favorendo l’integrazione; attraverso l’insegnamento della lingua italiana gli alunni stranieri diventano veicolo di apprendimento per le proprie famiglie.

Territorio e capitale sociale
Il territorio, nonostante sia un ex polo industriale, si caratterizza per la sua varietà a livello geografico, storico, archeologico e culturale. Offre molti spunti per avviare progetti in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio. Le risorse messe a disposizione dell’Istituto da parte degli Enti Locali sono aumentate, permettendo la ristrutturazione di una palestra, l’acquisto di arredi scolastici necessari per l’avviamento della sperimentazione di “Scuola senza zaino”, l’acquisto di giochi per la Scuola dell’Infanzia, lo stanziamento di risorse economiche per la realizzazione del progetto extra-scolastico “La Casa di Tutti”, volto al recupero dello svantaggio socio-culturale.